Catene d’anelli fusi

Le cose accadono perché ogni cosa vive. Ed ogni cosa vive perché ha un cerchio da chiudere. Siamo abituati a percepire il tempo, la storia, pure la nostra personale, come un flusso in divenire, come un percorso. Individuato un punto di partenza, si snoda il nostro incedere per linee rette e curve, puntando lo sguardo ad un attimo impossibile che dovrebbe trattarsi di un arrivo.
Una lunga processione di scelte condannate a ritroso a scoprirsi destino.
Per contro mi rifiuto di pensare che una pressione incessante mi spinga lungo sentieri già tracciati e preferisco di gran lunga ingannare la fune sospesa fermandomi ad osservarne la struttura.
Capita così di scoprire piccoli anelli.
Concatenazioni impercettibili talmente fuse da sembrare un tutto continuo.
Ripercorro ogni anello prima di passare al successivo, solo il tempo necessario, quel che basta per non sembrare fermo, ma abbastanza per curarmi d’osservare in ogni direzione attorno a me.
Cambia la prospettiva perché in fondo guardare sempre avanti mi sembra un po’ riduttivo e comunque avanti ci si va in ogni caso.
Scopriremmo magari che le storie ci scelgono e con tutta probabilità lo fanno quelle che sanno di poter essere da noi scritte e raccontate.
Il destino è forse dunque una catena, che non lega, ma libera.

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“Allora io chiedo aiuto allo spirito dei miei antenati. Ed essi devono venire in mio aiuto, perchè in quel momento io sono l’unica ragione per cui essi sono esistiti!”
(Steven Spielberg, Amistad, 1997)
“Se anche la bestia si è scordata del passato e vive solo per la preda e la morte, resta il suo nome, resta quello che fu.”
(Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò, 1947)

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6 responses to “Catene d’anelli fusi

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