La libertà di pensiero di un operaio metalmeccanico

Si muove in una cristalleria, dove qualunque cosa tocchi si spacca…in milioni di frammenti di piccoli pezzi. Sono così, i nervi delle persone, i frammenti delle esistenze. I pezzi di cuori.
Non importa più chi è lui. Sono viali e mercati, sono sirene ed inganni e non perde mai la strada della sua libertà indecente.
Basta perdersi nelle canzoni, basta piangere quando piove, basta specchi neri, basta scendere in strada e mischiarsi alla folla. Basta aver paura di aver coraggio.
Dovrebbe bastare.
È solo urgenza di vivere. E furia di sentire. È solo una via d’uscita, lì, dove basta un attimo ed allungare una mano.
Ha sangue di altri che gli scorre nel sangue e sorrisi, pause e corse selvagge. Infinite combinazioni nel più accurato ed incredibile dei puzzle. Poi magari c’è lei, che le governa con la semplicità di un respiro.
Una cascata di coriandoli colorati, raccolti nella sua mano…che con un soffio lo fa volare via.
Non ricorda più come si dimentica. Qualcuno gli ha rubato il futuro.
E fuori nessun segno. È un mare bellissimo.

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3 responses to “La libertà di pensiero di un operaio metalmeccanico

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